“Ritenzione Idrica” le parole più temute dal 99% delle donne che spesso può provocare disagio personale oltre che a vere e proprie patologie. Vediamo come affrontare il problema da un punto di vista medico.
Va subito chiarito un concetto fondamentale di questa situazione: la ritenzione idrica è una patologia curabile. Si può debellare con la dieta, con degli integratori, con tisane e attività fisica mirata.
Uno dei disturbi più diffusi, specialmente tra le donne, è quello della ritenzione idrica. Essa porta a sviluppare la cellulite. Vi sono, però, molti metodi per combatterla. Possiamo assumere degli integratori, ma anche delle benefiche tisane.
Oltre il 30% delle donne italiane soffre di ritenzione idrica. E’ un’inestetismo molto odiato che, spesso, proviene da uno stile di vita sbagliato. Apportando, quindi, alcune correzioni alla nostra vita, si possono avere notevoli benefici. In alcuni casi, purtroppo, all’origine del problema vi possono essere gravi malattie, come infiammazioni forti, reazioni allergiche, ma anche disfunzioni cardiache o renali.
Con questo termine, in medicina si intende la tendenza che hanno le persone a trattenere i liquidi all’interno dell’organismo. Il ristagno di tali liquidi spesso avviene nelle zone del corpo che già sono predisposte all’accumulo di grassi.
Ne sono un esempio, quindi, l’addome, le cosce, i glutei, ma anche le braccia. Il segno principale è rappresentato dall’edema, ovvero dal gonfiore. Questa è una condizione che porta ad un anomalo rigonfiamento dei tessuti, a causa dell’accumulo dei liquidi. In questo modo, la circolazione venosa e quella linfatica vanno a ristagnare e si formano alcune tossine. Esse alterano il metabolismo cellulare, già compromesso a causa del ridotto apporto di ossigeno e nutrienti alle cellule del nostro corpo.
E’ un problema che spesso è sopravvalutato. Molte donne, infatti, erroneamente pensano che la ritenzione idrica sia un disturbo legato all’aumento di peso o del sovrappeso. Non è così: di ritenzione idrica possono soffrire anche le donne molto magre. Dobbiamo, però, confermare che il sovrappeso contribuisce a rallentare la diuresi, andando a favorire la ritenzione idrica.
Vi sono dei test per capire se effettivamente si soffre o meno di ritenzione idrica. Andando a svolgere le analisi del sangue, controllando il peso specifico delle urine, si può verificare ciò. Se il numero è più alto del normale, avremo una possibilità di ritenzione idrica.
Se invece, il numero è basso possiamo stare tranquilli. Esiste, infine, un altro modo per valutare il tutto: dobbiamo premere con forza il pollice sulla parte superiore della coscia per pochi secondi. Se dopo aver tolto il dito, l’impronta rimane ben visibile, avremo quasi con certezza un po’ di ritenzione idrica.
Combattere la ritenzione idrica è senza dubbio possibile. Vi sono molti accorgimenti per porre fine al problema. Innanzitutto, dobbiamo bere molta acqua (anche nella forma di té leggeri o tisane). Dobbiamo andare a correggere le cause che hanno dato origine al disturbo: abbiamo visto, infatti, che il maggior responsabile di questo problema è lo stile di vita.
Dobbiamo evitare le cause come il fumo, gli alcolici consumati in modo eccessivo, l’uso di molto sale, farmaci, caffé, abiti troppo attillati che rallentano la circolazione, il sovrappeso, l’uso smodato di tacchi troppo alti, stare troppo seduti o, al contrario, sempre in piedi. Chi svolge un lavoro in piedi, infatti, dovrebbe ogni tanto provare ad alzarsi sulle punte dei piedi: in tale modo, si può stimolare la circolazione ed il ritorno venoso. Può, inoltre, essere utile posizionare un cuscino sotto al materasso, di modo che potremo dormire in posizione sollevata dalla parte dei piedi. Ciò favorirà la nostra circolazione.
L’attività fisica è, inoltre, fondamentale per combattere la ritenzione idrica. Il movimento, infatti, va a rinforzare e a riattivare il microcircolo. Vanno bene anche delle semplici passeggiate, se non vogliamo proprio fare sport.
Dobbiamo considerare, inoltre, che esistono degli sport che, al contrario, sono proprio controindicati, poiché prevedono frequenti impatti con il terreno. Questi sono la corsa, l’aerobica, il sollevamento pesi, lo spinning, il tennis, la pallavolo, il jogging. Molto buoni, invece, sono il nuovo e la bicicletta (va bene anche la semplice cyclette). Sarà utile, al termine dell’attività fisica, abbinare esercizi di controllo respiratorio eseguiti con le gambe in alto. Questa operazione favorirà il ritorno venoso e l’eliminazione delle tossine prodotte.
Anche la dieta è importante per aumentare la motilità intestinale ed allontana il pericolo della stitichezza. Dobbiamo consumare molte fibre alimentare. Consumare molta frutta e verdura, specialmente quella ricca di vitamina C (chiamata anche acido ascorbico) ci permette di proteggere i capillari sanguigni. Gli alimenti più ricchi di questa sostanza sono gli agrumi, i kiwi, le fragole, le ciliegie, l’ananas. Tra le verdure, invece, vanno preferite la lattuga, il radicchio, gli spinaci, i broccoli, cavoli, cavolfiori, peperoni, pomodori, patate.
E’ possibile, ogni tanto, effettuare una dieta disintossicante molto ricca di liquidi, con grandi quantitativi di tè, tisane e succhi di frutta rigorosamente senza zucchero. Vanno bene anche i centrifugati di verdura. E’ molto importante, inoltre, per stimolare ulteriormente il drenaggio dei liquidi corporei, effettuare una bella sudata in palestra, oppure una sauna o un bagno turco rilassante, che aiuterà ad eliminare le tossine. Fare, inoltre, dei bagni tiepidi immersi in acqua salata è un rimedio molto valido per smuovere i liquidi dal corpo. Per effetto dell’osmosi, infatti, il sale richiama l’acqua presente nel corpo al suo esterno e la ritenzione idrica diminuirà.